"SE NOI RISOLVIAMO I PROBLEMI DELLA FEDE COL METODO DELLA SOLA AUTORITA', POSSEDIAMO CERTAMENTE LA VERITA', MA IN UNA TESTA VUOTA!" (San Tommaso - Seduta di Quodlibet IV, a 16, Parigi, 1271)
sabato 4 luglio 2009
Siamo tutti sulla stessa barca
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cristiani nella storia
Il primo a stupirsi dell’abbinamento è stato lo stesso cardinal Martini, che in un lungo colloquio con il direttore storico di Repubblica, Scalfari, ha ammesso che lui e don Verzé sono molto diversi sia per temperamento sia per formazione, come diverse sono le loro biografie e le loro visioni politiche e sociali.
Ma è lo stesso Martini ad aver riconosciuto che “siamo insieme sulla stessa barca”, la barca della chiesa, pur con tutte le diversità del caso.
Il libro raccoglie conversazioni, che si sono tenute all’inizio del 2009, tra il cardinal Carlo Maria Martini e e don Luigi Maria Verzé, il fondatore degli ospedali San Raffaele. Si intitola, appunto, Siamo tutti sulla stessa barca, pubblicato dalle edizioni San Raffaele.
Un confronto a ritmo serrato per le domande che don Verzé pone al cardinal Martini.
Si parla di bioetica, a Verzé sta molto a cuore tentare di avere l’approvazione di Martini per le ricerche che si compiono nei suoi centri sulla qualità e l’allungamento della vita dell’essere umano. Martini risponde a tutte le domande sull’argomento in maniera molto diplomatica, ammettendo che sicuramente anche le ricerche dei suoi centri sono ispirate all’amore di Dio e dell’uomo. Nulla di più. Nessuna benedizione esplicita per il suo lavoro.
Verzé cerca anche di provocare Martini su temi come i divorziati risposati e il celibato dei preti, si sa che le posizioni del cardinale a volte sfiorano il dissenso nella chiesa cattolica. Ma anche su questi temi, di fronte a don Verzé, il cardinale non si sbilancia.
Emblematica la risposta di Martini a don Verzé che gli fa notare che molti avrebbero voluto vederlo eletto papa, cercando di portarlo dalla propria parte a forza di lusinghe.
Bellissima la risposta di Martini, che lascia intendere molto più di quello che dice, sia per il suo interlocutore sia per lo stesso Papa: “In ogni cosa abbandoniamoci alla Provvidenza, che agisce per il meglio della Chiesa. Oggi è importante sostenere il Papa nella sua azione e comprendere meglio i suoi intenti, senza snaturarli. Siamo tutti con lui e vogliamo che egli sia sempre più vicino a tutti gli uomini”.
Ma è lo stesso Martini ad aver riconosciuto che “siamo insieme sulla stessa barca”, la barca della chiesa, pur con tutte le diversità del caso.
Il libro raccoglie conversazioni, che si sono tenute all’inizio del 2009, tra il cardinal Carlo Maria Martini e e don Luigi Maria Verzé, il fondatore degli ospedali San Raffaele. Si intitola, appunto, Siamo tutti sulla stessa barca, pubblicato dalle edizioni San Raffaele.
Un confronto a ritmo serrato per le domande che don Verzé pone al cardinal Martini.
Si parla di bioetica, a Verzé sta molto a cuore tentare di avere l’approvazione di Martini per le ricerche che si compiono nei suoi centri sulla qualità e l’allungamento della vita dell’essere umano. Martini risponde a tutte le domande sull’argomento in maniera molto diplomatica, ammettendo che sicuramente anche le ricerche dei suoi centri sono ispirate all’amore di Dio e dell’uomo. Nulla di più. Nessuna benedizione esplicita per il suo lavoro.
Verzé cerca anche di provocare Martini su temi come i divorziati risposati e il celibato dei preti, si sa che le posizioni del cardinale a volte sfiorano il dissenso nella chiesa cattolica. Ma anche su questi temi, di fronte a don Verzé, il cardinale non si sbilancia.
Emblematica la risposta di Martini a don Verzé che gli fa notare che molti avrebbero voluto vederlo eletto papa, cercando di portarlo dalla propria parte a forza di lusinghe.
Bellissima la risposta di Martini, che lascia intendere molto più di quello che dice, sia per il suo interlocutore sia per lo stesso Papa: “In ogni cosa abbandoniamoci alla Provvidenza, che agisce per il meglio della Chiesa. Oggi è importante sostenere il Papa nella sua azione e comprendere meglio i suoi intenti, senza snaturarli. Siamo tutti con lui e vogliamo che egli sia sempre più vicino a tutti gli uomini”.
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