"SE NOI RISOLVIAMO I PROBLEMI DELLA FEDE COL METODO DELLA SOLA AUTORITA', POSSEDIAMO CERTAMENTE LA VERITA', MA IN UNA TESTA VUOTA!" (San Tommaso - Seduta di Quodlibet IV, a 16, Parigi, 1271)
sabato 27 giugno 2009
L'unto del Signore. Intrecci di potere tra Chiesa e finanza
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cristiani consapevoli
Ombre che aleggiano, amici di amici, fiumi di soldi che scorrono da origini oscure verso destinazioni più chiare, millantati esperti della materia, che tanto esperti non sono, incontri tra personaggi loschi, che appaiono non troppo casuali.
L’inchiesta di Ferruccio Pinotti e Udo Gumpel, L’unto del Signore, pubblicata dalla Bur, non sembra all’altezza delle precedenti inchieste del giornalista, resta comunque una lettura consigliabile, per capire in quale paese viviamo, con quale chiesa abbiamo a che fare, almeno in alcune delle sue componenti, che sono comunque innegabili e riconoscibili.
Pinotti delude un po’ in questa sua ultima fatica, dopo libri imperdibili come Poteri forti, Fratelli d’Italia, Opus Dei segreta. Ammiccamenti, ipotesi, “molti dicono”, “molti vedono”, mentre nelle precedenti inchieste le sue fonti erano atti giudiziari e testimoni quasi unici. Ed è un gran peccato, visto l’argomento in questione, l’intesa con il Vaticano II, la nascita di Fininvest, di Forza Italia, una grande fortuna, con radici che affondano nell’Italia dei poteri forti, finanza laica e finanza cattolica.
Curiosità, come le origini di un giovane Berlusconi nell’esperienza dell’Opus Dei, dove incontra Marcello dell’Utri. Quasi fatti di cronaca, i legami tra i due uomini di potere, letti sui giornali durante il processo, che ha visto Dell’Utri condannato, in primo grado, per associazione mafiosa.
Sui rapporti tra il Vaticano e Forza Italia, Pinotti si sarebbe potuto spingere ben più in là di una semplice caricatura anticlericale, tipica di una certa sinistra italiana, che troppo spesso se ne è fatta accecare. Curiosa la ricostruzione, più concreta rispetto al tritato anticlericalismo, dei favori concreti che l’unto del Signore ha fatto a esponenti del mondo cattolico più legati al Vaticano.
L’ombra di Andreotti aleggia sempre dietro i racconti dell’inchiesta, ma di lui certo non si possono tratteggiare più che ombre.
Molto interessante l’intervista a Gianni Baget Bozzo, scomparso di recente, il prete socialista prima e poi cattolico ultraconservatore, che definì Berlusconi l’uomo della Provvidenza e che ebbe sempre un interesse profondo per i rapporti tra Chiesa e Stato, conservando una forte originalità di pensiero, condivisibile o meno.
L’inchiesta di Ferruccio Pinotti e Udo Gumpel, L’unto del Signore, pubblicata dalla Bur, non sembra all’altezza delle precedenti inchieste del giornalista, resta comunque una lettura consigliabile, per capire in quale paese viviamo, con quale chiesa abbiamo a che fare, almeno in alcune delle sue componenti, che sono comunque innegabili e riconoscibili.
Pinotti delude un po’ in questa sua ultima fatica, dopo libri imperdibili come Poteri forti, Fratelli d’Italia, Opus Dei segreta. Ammiccamenti, ipotesi, “molti dicono”, “molti vedono”, mentre nelle precedenti inchieste le sue fonti erano atti giudiziari e testimoni quasi unici. Ed è un gran peccato, visto l’argomento in questione, l’intesa con il Vaticano II, la nascita di Fininvest, di Forza Italia, una grande fortuna, con radici che affondano nell’Italia dei poteri forti, finanza laica e finanza cattolica.
Curiosità, come le origini di un giovane Berlusconi nell’esperienza dell’Opus Dei, dove incontra Marcello dell’Utri. Quasi fatti di cronaca, i legami tra i due uomini di potere, letti sui giornali durante il processo, che ha visto Dell’Utri condannato, in primo grado, per associazione mafiosa.
Sui rapporti tra il Vaticano e Forza Italia, Pinotti si sarebbe potuto spingere ben più in là di una semplice caricatura anticlericale, tipica di una certa sinistra italiana, che troppo spesso se ne è fatta accecare. Curiosa la ricostruzione, più concreta rispetto al tritato anticlericalismo, dei favori concreti che l’unto del Signore ha fatto a esponenti del mondo cattolico più legati al Vaticano.
L’ombra di Andreotti aleggia sempre dietro i racconti dell’inchiesta, ma di lui certo non si possono tratteggiare più che ombre.
Molto interessante l’intervista a Gianni Baget Bozzo, scomparso di recente, il prete socialista prima e poi cattolico ultraconservatore, che definì Berlusconi l’uomo della Provvidenza e che ebbe sempre un interesse profondo per i rapporti tra Chiesa e Stato, conservando una forte originalità di pensiero, condivisibile o meno.
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