"SE NOI RISOLVIAMO I PROBLEMI DELLA FEDE COL METODO DELLA SOLA AUTORITA', POSSEDIAMO CERTAMENTE LA VERITA', MA IN UNA TESTA VUOTA!" (San Tommaso - Seduta di Quodlibet IV, a 16, Parigi, 1271)
sabato 20 giugno 2009
Profezia evangelica o miracoli a buon mercato?
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cristiani profeti
E’ appena uscito ed è già destinato agli allori dei bestseller in formato economico, quelli che vanno a finire tra le mani di centinaia di migliaia di persone. Senza contare che la beatificazione di papa Giovanni Paolo II dovrebbe concretizzarsi il prossimo anno, salvo altri colpi di scena.
Il libro è quello di Antonio Socci, I segreti di Karol Wojtyla. A pubblicarlo è la casa editrice Rizzoli.
Socci scrive bene, molto bene, ci mette passione in quello che fa, è convinto che quello che dice abbia un risvolto esistenziale nella vita delle persone che lo leggono.
E ha scelto di occuparsi di un aspetto della fede cristiana, che la chiesa sta mettendo in secondo piano, in nome di un’autorità della ragione, che dovrebbe essere invece complementare.
L’aspetto in questione, e non è poco, è la dimensione soprannaturale della fede cristiana.
Dal suo libro emerge un uomo, Karol Wojtyla, che dimostra capacità profetiche, quasi comprendesse qualcosa che gli altri non comprendono.
Gli episodi narrati sono davvero tanti, le testimonianze paiono anche credibili, il suo commiato da Cracovia, la sua elezione a Papa, il suo incontro con padre Pio, gli eventi legati a Fatima e all’attentato subito in Vaticano, così come altri momenti legati alla storia della chiesa e dell’umanità.
Nella storia raccontata da Socci, Wojtyla appare così come è stato vissuto da molti cristiani: un profeta per tutta la chiesa.
Tra profezie, evangeliche, e miracoli e a buon mercato, però, c’è un abisso.
C’è tanta voglia in giro di appartenere ad una chiesa profetica, soprannaturale, una chiesa evangelica, in poche parole. Ma non è giusto offrire ai cristiani miracoli segreti, che muoverebbero la storia e che solo a pochi è dato conoscere.
E’ come tornare ai primi tempi delle comunità cristiane, quando gli gnostici sostenevano che c’è un messaggio segreto che Gesù avrebbe rivelato solo a pochi e che non tutti sono destinati a conoscere. E’ come puntare su una perversione troppo facile e rischiosa: salvarsi perché si conoscono cose che non tutti possono sapere, appunto, i segreti di Karol Wojtyla.
Il libro è quello di Antonio Socci, I segreti di Karol Wojtyla. A pubblicarlo è la casa editrice Rizzoli.
Socci scrive bene, molto bene, ci mette passione in quello che fa, è convinto che quello che dice abbia un risvolto esistenziale nella vita delle persone che lo leggono.
E ha scelto di occuparsi di un aspetto della fede cristiana, che la chiesa sta mettendo in secondo piano, in nome di un’autorità della ragione, che dovrebbe essere invece complementare.
L’aspetto in questione, e non è poco, è la dimensione soprannaturale della fede cristiana.
Dal suo libro emerge un uomo, Karol Wojtyla, che dimostra capacità profetiche, quasi comprendesse qualcosa che gli altri non comprendono.
Gli episodi narrati sono davvero tanti, le testimonianze paiono anche credibili, il suo commiato da Cracovia, la sua elezione a Papa, il suo incontro con padre Pio, gli eventi legati a Fatima e all’attentato subito in Vaticano, così come altri momenti legati alla storia della chiesa e dell’umanità.
Nella storia raccontata da Socci, Wojtyla appare così come è stato vissuto da molti cristiani: un profeta per tutta la chiesa.
Tra profezie, evangeliche, e miracoli e a buon mercato, però, c’è un abisso.
C’è tanta voglia in giro di appartenere ad una chiesa profetica, soprannaturale, una chiesa evangelica, in poche parole. Ma non è giusto offrire ai cristiani miracoli segreti, che muoverebbero la storia e che solo a pochi è dato conoscere.
E’ come tornare ai primi tempi delle comunità cristiane, quando gli gnostici sostenevano che c’è un messaggio segreto che Gesù avrebbe rivelato solo a pochi e che non tutti sono destinati a conoscere. E’ come puntare su una perversione troppo facile e rischiosa: salvarsi perché si conoscono cose che non tutti possono sapere, appunto, i segreti di Karol Wojtyla.
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