"SE NOI RISOLVIAMO I PROBLEMI DELLA FEDE COL METODO DELLA SOLA AUTORITA', POSSEDIAMO CERTAMENTE LA VERITA', MA IN UNA TESTA VUOTA!" (San Tommaso - Seduta di Quodlibet IV, a 16, Parigi, 1271)

venerdì 12 giugno 2009

Filotea foglio settimanale n. 23 16.06.09

La liturgia non è uno spettacolo

Con un altro titolo e un prezzo più accessibile, sarebbe stato uno di quei libri che è meglio leggere. Parliamo di liturgia, di qualcosa che, ben vissuto, dà un senso pieno all’esistenza.
Il libretto in questione è pubblicato da Pazzini editore, si intitola La riforma liturgica e il Vaticano II. Quale futuro?, raccoglie due interventi, del liturgista Andrea Grillo e del monaco camaldolese Matteo Ferrari.
Quale futuro per la riforma liturgica? La provocazione di Grillo non è certo campata in aria: “La riforma, segnata dal Concilio Vaticano II, è appena cominciata”. Non nel senso che occorre rimetterci mano, ma nel senso che non è ancora compiuta, deve ancora diventare forma di vita, deve dare forma a tutto quello che facciamo, che pensiamo, che viviamo nell’esperienza ecclesiale.
Già, perché la forma liturgica si è ridotta ad una cosa esteriorissima, che non conta nulla, da sopportare per alcune decine di minuti.
La liturgia non è uno spettacolo! (un titolo di questo genere forse è sembrato troppo aggressivo all’editore). Lo è stato per molto tempo, e lo è ancora, in una chiesa considerata un’agenzia di servizi che dispensa sacramenti oppure una chiesa vissuta come una setta.
La liturgia viene spiegata come esperienza comunitaria, come tempo festivo da vivere per dare senso all’esistenza, come esperienza per capire chi siamo.
Non è l’argomento in questione, ma Grillo non si lascia scappare l’occasione per una frecciata, ben mirata e con un pizzico di ironia, al Motu proprio di papa Benedetto XVI, che riporta in vigore il rito romano antico nell’edizione del 1962: quel rito, per volontà di papa Giovanni XXIII, doveva essere strutturalmente provvisorio, in attesa della riforma conciliare, che da lì a poco abrogherà quel rito provvisorio. A volte basta sapere le cose per capire la realtà, non prenderla troppo sul serio e saperci fare una risata.
Il contributo di Ferrari si concentra su un interessante discorso di Lercaro, cardinale di Bologna durante il Concilio Vaticano II e protagonista della riforma conciliare. Un discorso che ben fa capire come la riforma è nata prima di tutto dalla vita di fede di chi questa riforma l’ha attraversata con la propria vita, come si attraversa - verrebbe da dire - nella fantascienza, lo stargate, una porta che scaraventa su altri universi e cambia la vita.