"SE NOI RISOLVIAMO I PROBLEMI DELLA FEDE COL METODO DELLA SOLA AUTORITA', POSSEDIAMO CERTAMENTE LA VERITA', MA IN UNA TESTA VUOTA!" (San Tommaso - Seduta di Quodlibet IV, a 16, Parigi, 1271)
sabato 23 maggio 2009
Chiesa, libertà, potere
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cristiani consapevoli
La percezione di uno scisma sommerso all’opera tra il popolo di Dio e la chiesa gerarchica è sempre più diffusa. Difficile è quantificare questa realtà, darle un peso, pensarla in percentuali. E’ ancora una realtà vissuta da pochi cristiani? Quanti la vivono inconsapevolmente? Purtroppo non esistono studi statistici che aiuterebbero senz’altro a capire il problema e magari ad affrontarlo.
Esistono riflessioni a largo raggio, sul pensiero e sulla vita dei cristiani nella chiesa. Di recente Il Segno dei Gabrielli editori ha pubblicato un libro di Piero Cappelli, Lo scisma silenzioso.
Lo scisma silenzioso è qualcosa di più specifico di un generico scisma sommerso, si parla di cristiani dissidenti, consapevoli della loro posizione all’interno della chiesa e nella storia del cristianesimo: in tutte le epoche l’istituzionalità si è confrontata con un cristianesimo vissuto differente da una chiesa concentrata su affari più istituzionali che esistenziali.
“Libertà” e “potere” risultano essere due nodi centrale della questione.
Una libertà che “non abita in questa chiesa”, nella quale la legge ancora domina sullo Spirito. Di cristiani in carne ed ossa si parla, di vite reali messe in gioco, non solo di idee.
In una chiesa dove c’è poca libertà, c’è anche la responsabilità dei teologi, che elaborano un pensiero lontano dalla vita degli uomini. E’ del teologo protestante Heinz Zahrnt una simpatica spiegazione del problema: “Gli uomini del nostro tempo domandano a noi teologi che ora è, e noi spieghiamo loro com’è fatto l’orologio, ci chiedono del pane per vivere e noi porgiamo loro il menù”.
Un bel modo di rileggere la storia del cristianesimo, seguendo i percorsi storici della concezione sacrale della gerarchia e del suo potere, lontano dalla visione di una chiesa come popolo di Dio.
E poi arriva il Concilio Vaticano, che apre prospettive nuove, ma che sono ancora da scoprire. I cristiani del dissenso, che vivono questo scisma, lo fanno in maniera silenziosa, appunto, così come è sempre avvenuto nella lunga storia della chiesa. Ed è da questa massa di cattolici che sembra aprirsi una nuova speranza, nella realtà di una chiesa popolo di Dio, così come l’ha “vista” il Concilio Vaticano II.
Esistono riflessioni a largo raggio, sul pensiero e sulla vita dei cristiani nella chiesa. Di recente Il Segno dei Gabrielli editori ha pubblicato un libro di Piero Cappelli, Lo scisma silenzioso.
Lo scisma silenzioso è qualcosa di più specifico di un generico scisma sommerso, si parla di cristiani dissidenti, consapevoli della loro posizione all’interno della chiesa e nella storia del cristianesimo: in tutte le epoche l’istituzionalità si è confrontata con un cristianesimo vissuto differente da una chiesa concentrata su affari più istituzionali che esistenziali.
“Libertà” e “potere” risultano essere due nodi centrale della questione.
Una libertà che “non abita in questa chiesa”, nella quale la legge ancora domina sullo Spirito. Di cristiani in carne ed ossa si parla, di vite reali messe in gioco, non solo di idee.
In una chiesa dove c’è poca libertà, c’è anche la responsabilità dei teologi, che elaborano un pensiero lontano dalla vita degli uomini. E’ del teologo protestante Heinz Zahrnt una simpatica spiegazione del problema: “Gli uomini del nostro tempo domandano a noi teologi che ora è, e noi spieghiamo loro com’è fatto l’orologio, ci chiedono del pane per vivere e noi porgiamo loro il menù”.
Un bel modo di rileggere la storia del cristianesimo, seguendo i percorsi storici della concezione sacrale della gerarchia e del suo potere, lontano dalla visione di una chiesa come popolo di Dio.
E poi arriva il Concilio Vaticano, che apre prospettive nuove, ma che sono ancora da scoprire. I cristiani del dissenso, che vivono questo scisma, lo fanno in maniera silenziosa, appunto, così come è sempre avvenuto nella lunga storia della chiesa. Ed è da questa massa di cattolici che sembra aprirsi una nuova speranza, nella realtà di una chiesa popolo di Dio, così come l’ha “vista” il Concilio Vaticano II.
lunedì 18 maggio 2009
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