Non è un’idea, non è un concetto, è un evento.
A raccontare quello che accade nell’eucarestia, nella messa, è un monaco benedettino americano, che vive in un monastero statunitense e che trascorre alcuni mesi dell’anno a Roma, dove insegna all’Ateneo S.Anselmo dei benedettini.
Il monaco è Jeremy Driscoll, il titolo del libro, pubblicato dalle Edb, è Cosa accade nella Messa, costo 14,80 euro. L’approccio è profondamente biblico e teologico, ma senza trascurare un po’ di sano pragmatismo, nel riflettere su quella che dovrebbe essere prima di tutto una esperienza reale di vita. Ed è questa la prospettiva scelta.
Certo, è ripetuto più volte, che si sta parlando di una liturgia ideale. Se si resta impigliati nel ricordo delle liturgie a cui ci si è abituati, non si riesce a leggere questo libro con serenità d’animo.
E pare proprio che nella messa accadano parecchie cose, a partire dal momento in cui comincia, cioè quando si forma un’assemblea di persone.
Come in una cronaca attenta, che non si lascia sfuggire nulla, neppure quel dialogo non sempre chiaro tra sacerdote, assemblea e Dio che è la preghiera eucaristica, Driscoll segue istante per istante quello che accade nella messa. Si arriva persino a chiedersi come si potrebbe resistere a tante emozioni, se si fosse pienamente coscienti di quanto accade. Giusto per consolarsi del fatto che raramente ci si trova in assemblee consapevoli di quanto sta accadendo.
Il Credo, spesso recitato a raffica, si presenta come un riassunto della fede cristiana, che non avrebbe nulla di tecnico e tantomeno di astratto. Driscoll si sofferma sulla sostanza del Credo e cioè la professione di fede non in un’idea di Dio, ma nelle persone della Trinità. Tralascia però tutte le incrostazioni storiche di quella che è nata come la regola di fede, il simbolo della fede cristiana.
Spesso, comunque, viene sottolineato che nulla è un’astrazione, è tutto reale, nel presente di chi vive l’eucarestia. Così come è reale e presente il potere dell’evento-vangelo, che fa diventare presente in mezzo a determinate persone concrete quello che Gesù ha detto e fatto una volta: l’evento di Cristo diventa l’evento di questa particolare comunità qui e ora.
La prospettiva, del resto, cambia fin dalle prime pagine del libro, dove il monaco benedettino parte dal significato della parola mistero, riferita all’eucarestia. Perché la parola mistero non ha nulla a che fare con qualcosa che non è comprensibile alla mente umana. Tutt’altro: la parola mistero indica qualcosa di concreto in cui è nascosta la realtà divina.
I gesti, le parole, il pane, il vino, i membri dell’assemblea nei vari ruoli: tutti questi sono misteri, in cui si fa esperienza della realtà divina. Così lo scambio del segno della pace fa parte del gioco serio del rito, niente a che vedere con certi momenti di chiacchere: uno scambio rituale, non un saluto ordinario, per rendersi conto che il rito della comunione unisce l’assemblea come un unico corpo.
"SE NOI RISOLVIAMO I PROBLEMI DELLA FEDE COL METODO DELLA SOLA AUTORITA', POSSEDIAMO CERTAMENTE LA VERITA', MA IN UNA TESTA VUOTA!" (San Tommaso - Seduta di Quodlibet IV, a 16, Parigi, 1271)
sabato 11 aprile 2009
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