"SE NOI RISOLVIAMO I PROBLEMI DELLA FEDE COL METODO DELLA SOLA AUTORITA', POSSEDIAMO CERTAMENTE LA VERITA', MA IN UNA TESTA VUOTA!" (San Tommaso - Seduta di Quodlibet IV, a 16, Parigi, 1271)

sabato 24 gennaio 2009

La teologia della liberazione in America latina: per conoscerne storia e prospettive

Parlare di teologia della liberazione nel mondo cattolico evoca fantasmi impronunciabili e soprattutto esclude ogni possibilità di analisi pacata e serena, che non implichi per forza uno schierarsi con il bene o con il male. Come se di questo si trattasse.
Esiste una collana molto interessante dell’editore Carocci, si chiama “Le bussole”, che in maniera chiara offre i fondamenti per entrare nel mondo degli argomenti trattati, spaziando in parecchi campi del sapere umano. Alla fine del 2008, una docente universitaria di storia contemporanea, che collabora con la Fondazione per le scienze religiose di Bologna, Silvia Scatena, ha pubblicato, in questa collana appunto, La teologia della liberazione in America latina.
Il libro, come si può immaginare dalla collaborazione dell’autrice, guarda con simpatia all’esperienza della teologia della liberazione, ma senza far percepire la necessità di doversi schierare. L’obiettivo è quello di conoscere questo fondamentale movimento culturale ed esperienziale cristiano che è ancora molto vivo dall’altra parte del pianeta.
Il percorso del libro è quello che ci aspettiamo: tappa dopo tappa, racconta la storia del movimento, dagli anni del Concilio Vaticano II fino alla recente notifica nei confronti di Sobrino da parte della Congregazione per la dottrina della fede, in cui si condanna una delle colonne della teologia della liberazione, cioé l’elezione dei poveri a luogo teologico fondamentale, oltre che la cristologia di Sobrino, che rischierebbe di minare la divinità dello stesso Cristo.
Un racconto sobrio, senza sentimentalismi, anche per gli anni più caldi, tra gli anni Sessanta e Settanta, quando la teologia della liberazione prende forma, cercando di contestualizzare i propri contenuti nella strutturale povertà dell’America Latina di quegli anni, in cui da una parte dominava il fascino dell’ideologia comunista e della rivoluzione cubana e, dall’altra, la chiesa cattolica dimostrava una forte vitalità. Vitalità che emergeva ancora di più nel confronto con la vecchia Europa, che diventava invece “terra di missione”.
A cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, in America Latina corre veloce la riflessione teologica a partire dalla rivoluzione del Concilio Vaticano II e, nello stesso tempo, le comunità ecclesiastiche di base esperimentano la vita oggetto di quella riflessione teologica, calata nella complessa realtà latinoamericana.
Gli anni Settanta sono anni di sofferenza per la chiesa cattolica che, nella sua veste più ufficiale, si lega alle dittature latinoamericane, mentre sono molti i cristiani - e anche i vescovi - che si schierano a fianco degli oppressi, anche a costo di essere tacciati di comunismo.
La lettura di questo breve libro permette di attraversare la storia della teologia della liberazione contestualizzata nella storia del paese latinoamericano e nella storia della chiesa cattolica: si sofferma sia su chi ha elaborato il pensiero teologico sia sulle comunità ecclesiastiche di base protagoniste di questo rivoluzionario stile di vita cristiano, fino ad aprirsi sulle nuove prospettive.