"SE NOI RISOLVIAMO I PROBLEMI DELLA FEDE COL METODO DELLA SOLA AUTORITA', POSSEDIAMO CERTAMENTE LA VERITA', MA IN UNA TESTA VUOTA!" (San Tommaso - Seduta di Quodlibet IV, a 16, Parigi, 1271)

sabato 14 marzo 2009

Quale Chiesa?

[Dal sito http://micheledo.blog.kataweb.it]
Intuire, interiorizzare, fare le cose di Dio.
Questo è il cuore dell’Evangelo, questo è l’orizzonte religioso che Gesù ci ha dischiuso.
Ma questo è anche l’orizzonte che i discepoli faticano a interiorizzare : “ voi non avete il sentire del Padre ….”
E’ l’ardere del cuore (Emmaus) che tutti siamo chiamati a ritrovare; spesso sono i lontani a comprendere (la Samaritana).
Là dove due o tre sono uniti nella divina poesia del Vangelo, là fiorisce la Chiesa,là si palpa il senso della vita.
Là è la zolla fiorita ove si manifesta e si realizza la divina poesia di Gesù .
Ecco la Chiesa: tutti coloro che sono uniti in questa passione ed in questa tensione.
Tutti costituiscono Chiesa, a qualunque cultura e religione appartengano.
Dio prende volto nelle varie “ icone “ così come la luce prende volto nella molteplicità dei fiori.
Purtroppo, sovente, le strutture delle chiese opprimono ( anche se va riconosciuto che la struttura ha la funzione, importante, della “ traditio fidei “ ).
Gesù richiama ad un altro pensare, un altro sentire, un altro operare.
L’episodio di Emmaus è segno rivelatore di questo modo “ altro “. I due discepoli immaginavano infatti che tutto dovesse venire dall’alto, da fuori, ma hanno poi, a fatica e progressivamente,compreso quanto più valesse interiorizzare la presenza di Gesù che non la Sua presenza fisica.
Hanno dovuto cambiare radicalmente il loro modo di pensare, di capire, di vedere.
Il Regno è dentro di noi e deve crescere col nostro cammino.
Quando i due di Emmaus interiorizzano la loro esperienza, ecco che improvvisamente sentono
“ ardere “ il loro cuore.
Grande svolta : la prima grande svolta del cristianesimo.
Ma è fatica grande, fatica di trascendere sé stessi, fatica di saltare al di là della propria ombra.
Occorre la fede della zolla oscura, la fede del seme che accoglie nella luce la verità e la bellezza.
Così può fiorire la Chiesa ed è bene che vi siano diverse chiese così che il raggio del divino possa incarnarsi nel cuore di tutti gli uomini, poiché a tutti è dato di “ fare “ la verità di Dio.
La diversità delle chiese è la varietà delle mille zolle; sono i diversi volti di un’unica chiesa.
“ dove due o tre si riuniscono nel Mio Nome……”.
C’è un’unica luce che illumina le molteplici forme di vita: segui la luce che è dentro di te.
Diceva Gandhi: “non devo andare lontano a cercare la Grotta Sacra : la porto dentro di me “.
Questo cammino, il cammino di interiorizzare, è un cammino difficile anche perché, come ha detto Magris “ il cristianesimo rischia di dissolversi per l’insufficenza delle immagini proposte “.
E’ un cammino così difficile e così contrastato che personalmente ho cancellato in me la parola “certezza “ ; penso solo di avere faticate, dubitose ma irrinunciabili “ chiarezze”
Anche Gesù ha dubitato : “ Padre, perché mi hai abbandonato ? “.
In quest’ottica,i Sacramenti sempre a rischio di essere considerati segni “ magici “, divengono ben altro e ben di più; sono icone espressive di una grande esperienza interiore.
Il Battesimo di un bambino segna l’inizio di un cammino di interiorizzazione che si apre alla luce.
Icona è ben più di una immagine; se ho un Vangelo in mano, sono un sacrestano, ma se quel Vangelo lo faccio mio, lo sento mio, io divento Vangelo che mi trasforma e mi trasfigura.
L’icona interiorizza la luce e la irradia.
Illuminante, proprio a questo riguardo , è la vicenda della Samaritana al pozzo ; lì due stanchezze si incontrano, lì Gesù dona” quell’acqua” che non darà più sete e lì la Samaritana diviene “ pane “ per Gesù ( dirà ai suoi discepoli : ho già mangiato……).
La Chiesa è quando uno diviene “ pane “ per l’altro; lì è divina poesia, lì si interiorizza l’operare del Padre, il pensare del Padre, il sentire del Padre.
Lì il seme si apre e non tradisce se stesso; lì la luce, senza violenza, fa fare al seme il cammino ascensionale verso la luce, verso la vita.
Oggi, purtroppo, sempre di più gli uomini si accontentano di oggettivarsi nelle cose che pensano e fanno e sono persino convinti di essere finalmente liberi.

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