sabato 26 aprile 2008

Padre Pio e la nostra Italia

L’Italia che eravamo e l’Italia che siamo. C’è poco da snobbare il fenomeno padre Pio. Conviene capirlo: per tentare di capire chi siamo stati, che strada abbiamo percorso dal dopoguerra ad oggi e chi cerchiamo di essere ad oggi.
Domande che si pone lo storico Sergio Luzzatto nel libro pubblicato da Einaudi, Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento.
Facile avventarsi contro spudorate forme di devozione che si spingono fino ad adorare un cadavere, pur di respirare ancora l’aria di miracoli che padre Pio, all’inizio del Novecento, ha fatto respirare a persone di ogni classe sociale e culturale, a vescovi e politici, compreso un futuro Papa, come a masse di persone anonime.
Eppure, se ancora oggi il frate da Pietralcina attira intorno a sé centinaia di migliaia di persone, ha ragione Luzzatto nel dire che ricostruire la storia di padre Pio equivale a studiare, attraverso un gioco di specchi, un po’ tutta la storia della nostra vita religiosa nel mezzo secolo che separa la Grande Guerra dal Concilio Vaticano II.
Di gioco di specchi davvero si tratta. Se padre Gemelli fa di tutto per dimostrare scientificamente le nevrosi di padre Pio, ci sono anche le analisi, da parte dei servizi di pubblica sicurezza, che mettono a fuoco un aspetto forse non troppo centrale: la natura profetica e apocalittica della predica-zione di padre Pio si sarebbe opposta all’attaccamento alle cose terrene da parte del Vaticano e del Pontefice di Roma; di fronte a questo atteggiamento, non ci sarebbe dunque da stupirsi, per alcuni funzionari pubblici, se il Sant’Uffizio cercasse di ostacolare il ministero di un santo considerato, in questa prospettiva, pericoloso. Quel Sant’Uffizio che si era rimesso appunto nelle mani di padre Gemelli.
La vicenda di padre Pio e dei suoi devoti attraversa in pieno anche il fascismo, vi si intrecciano persino avventure industriali molto poco limpide
Come snobbare tutto questo? Non è la nostra Italia anche questa folla di gente, su cui i mezzi di informazione punteranno i riflettori almeno per un anno intero, e che si assiepa al santuario di Monterotondo per venerare un cadavere?
I santi servono a compiere i miracoli e anche padre Pio non sfugge a questo mandato. Fare la storia dei suoi miracoli non deve però essere per forza una storia che mira a dimostrarne la verità o la falsità. E di queste storie, agiografiche o al contrario accusatorie, non mancano di certo. Questi miracoli vanno inseriti in un contesto storico, indipendentemente dal fatto che siano veri o meno. Un contesto storico fatto di amici e di nemici del santo, che però nulla dicono sulla veridicità o sulla falsità del messaggio evangelico. Essendo un’icona popolare, la vicenda di padre Pio ha invece molto da dire sulla storia dei cristiani del ventesimo secolo. E, a quanto pare, anche dei cristiani contemporanei. Senza bisogno di doverlo snobbare, perché, appunto, la piccola storia di padre Pio ha incrociato la grande storia d’Italia e la storia della pietà nella storia del cristianesimo.